Prodotti e metodi per la protezione degli insilati

Il frutto del vostro lavoro: attenzione a proteggere nel modo giusto gli insilati

24 Luglio 2017
Prodotti e metodi per la protezione degli insilati

La produzione foraggera insilata consiste in diversi livelli di investimento. C'è una fase iniziale di costi dovuti alla preparazione dei terreni e alle semine; ci sono spese, talvolta rilevanti, in trattamenti e concimazioni; in più, quando la stagione gira le spalle una grossa fetta di costi è costituita dalle irrigazioni. Il costo finale di tutta l’operazione è il raccolto e successivo stoccaggio. Detto tutto ciò, risulta naturale pensare al capitolo protezione degli insilati.
Perché infatti il bravo agricoltore/allevatore dovrebbe trascurare questo passaggio?
Proteggere il risultato di tante fatiche, e la somma di molti costi talvolta invisibili, è un obbligo a cui sottostare per assicurare agli animali allevati un anno di alimenti ben conservati, sani e nutrienti. Qual'è il sistema migliore per realizzare una corretta protezione degli insilati?
Abbandonati da tempo teli grossolani e copertoni esausti, poco pratici, inquinanti e per nulla protettivi, è attuale l’abitudine di approcciare sistemi di protezione insilati più moderni, ecologici, riutilizzabili e semplici da usare. Il sistema ideale per la protezione insilati è un kit di componenti con diverse tecnologie e finalità, che hanno come obiettivo comune la durata, la praticità e, come logica e gradita conseguenza, un notevole risparmio. Il componente più importante, l'unico che viene sacrificato a termine desilamento, è un particolare telo, soprannominato domopak come il più famoso gemello in uso nelle cucine di tutto il mondo, che copre la massa insilata realizzando una sorta di effetto vuoto. Questa è la base di partenza, oggi obbligatoria, per poter realmente parlare di protezione insilati.